Marcia per il clima: è sufficiente?

Cari amici,
vorremmo spendere due parole sulla marcia per il clima del 15 marzo 2019. Greta Thunberg, la quindicenne svedese che l’ha promossa, è vegana, cioè ha scelto di non mangiare carne, pesce e derivati animali. Lo è diventata all’età di 11 anni, spinta da motivi etici e dal desiderio di salvare il pianeta, convincendo poi i suoi genitori a fare lo stesso. Tuttavia raramente questo si trova scritto sui giornali, oppure viene riferito come una curiosità. Perché? Perché è normale demandare ai governi decisioni che riguardano tutti, ma è molto più scomodo sottolineare che le azioni che compiamo in prima persona ancora più importanti. Non si può condividere le ragioni di questa marcia senza avere chiaro che la politica non può nulla, se individualmente non vogliamo cambiare le nostre abitudini. Greta ha fatto una scelta ben precisa, in quanto eliminare prodotti animali è "il più grande gesto individuale che possiamo fare per ridurre il nostro impatto sulla Terra".

 

Ormai è universalmente riconosciuto qual è la principale causa di inquinamento, effetto serra, deforestazione, acidificazione di terra e acqua, desertificazione, antibiotico-resistenza, perdita di biodiversità, estinzioni di massa, oltre che di numerose patologie croniche anche mortali: il consumo di cibi di origine animale. Un consumo che ha raggiunto oggi livelli abnormi e che purtroppo è destinato a raddoppiare entro il 2050, anno in cui si prevede che l’umanità raggiungerà i nove miliardi e mezzo di persone. Tuttavia questo viene fatto passare in sordina nei media. Quando ci invitano a comportamenti virtuosi per l’ambiente, ci dicono di fare la doccia invece del bagno, riciclare i rifiuti, usare poco l’auto, sostituire le lampadine con quelle a risparmio energetico, ma nessuno ci invita a fare la cosa più importante: diventate vegani.

Una persona che smette di consumare prodotti animali fa risparmiare ogni anno l’uso di almeno 3 milioni di litri d’acqua, evita l’immissione in atmosfera di 3 tonnellate di gas serra ogni anno, libera una quantità di terra sufficiente a sfamare altre 21 persone vegane, con le stesse risorse usate per sfamare un solo onnivoro. La scelta vegan è potentissima per la salvaguardia del clima, e dipende solo da noi. Non abbiamo bisogno delle decisioni di un governo, di complicati accordi sulle emissioni di CO2, di riconversioni industriali. Possiamo fare moltissimo, tutti noi, qui e ora, semplicemente scegliendo cosa mettere nel piatto. È la cosa più efficace che possiamo fare, se non per invertire il cambiamento climatico (ormai è troppo tardi), almeno per rallentarlo quanto basta per contenerne gli effetti e garantire un futuro ai nostri figli e nipoti.


La scelta vegan risparmia inoltre sofferenze orribili e morte a tanti animali. Ogni anno vengono sacrificati circa 2.700 miliardi di animali terrestri e marini per usi alimentari: animali che vengono fatti nascere soltanto allo scopo di morire per finire sui nostri piatti, dopo una vita d’inferno, di prigionia e di torture.

Vi invitiamo quindi a riflettere, informarvi e compiere un passo almeno verso la riduzione dei consumi di cibi animali.

 

 

https://www.agireora.org/vegan/studio-science-impatto-allevamenti-3142.html

 

https://www.vegolosi.it/news/worldwatch-institute-mangiare-carne-non-e-piu-una-scelta-personale/

 

http://www.nutritionecology.org/it/panel1/index.html

 

http://www.tvanimalista.info/video/scelta-vegan/

 

 

http://www.fao.org/3/a0701e/a0701e00.htm

 

http://www.cowspiracy.com/infographic

 

http://www.cowspiracy.com/facts

 

 

Login Form