Green Hill: condannati i responsabili dell'allevamento di beagle

Storica sentenza del tribunale di Brescia, che ha condannato in primo grado tre dei quattro imputati dell'allevamento "Green Hill" di cani Beagle destinati ai laboratori di vivisezione, per il reato di maltrattamento e uccisione di animali, ai sensi degli articoli 544bis e 544ter del Codice penale.
L'allevamento fu chiuso nell'estate del 2012 a seguito di un'investigazione che ne aveva messo in luce le irregolarità di gestione e i maltrattamenti inflitti ai cani, e di un forte movimento di protesta da parte degli animalisti. La sentenza condanna a un anno e sei mesi Ghislane Rondot, co-gestore di Green Hill 2001 della Marshall Bioresources e della Marshall Farms Group e Renzo Graziosi, veterinario. Il direttore Roberto Bravi è invece stato condannato ad un anno più il risarcimento delle spese, mentre il quarto imputato Bernard Gotti, co-gestore dell'allevamento, è stato assolto.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 60 giorni.

Le pene inflitte sono state inferiori rispetto alle richieste del Pubblico Ministero, Ambrogio Cassiani, ma rappresentano comunque una grande vittoria per tutti coloro che hanno lottato per la chiusura dell'allevamento-lager.

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