Petizione contro l'uccisione di tigri in Cina

La Cina vieta formalmente dal 1993 l'impiego di ossa di tigre per proteggere la specie, ma il "vino della Tigre" è ancora molto commercializzato nel paese. Un mercato che non è sconosciuto al governo: secondo l'indagine condotta dalla EIA (Environmental Investigation Agency), il vino è ora realizzato da carcasse di tigri allevate in cattività. L'agenzia accusa perfino la Cina di aver notificato in segreto nel 2005 che ogni azienda con più di 500 tigri è autorizzata a vendere vino di tigre. Secondo l'EIA la legge istituita nel 1993 verrebbe facilmente aggirata per la mancata menzione dell'osso di tigre nella lista degli ingredienti di tigre proibiti; questo ha notevolmente stimolato lo sviluppo di allevamenti di tigri a scopi commerciali.

Aavaz ha lanciato una petizione per raccogliere almeno 500.000 firme, da presentare al presidente cinese e alle autorità.

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