Perché sterilizzare i propri animali

La sterilizzazione di cani e gatti, nonostante venga spesso considerata una prevaricazione sull’istinto naturale alla riproduzione, è il fattore più importante nella prevenzione del randagismo, nonché di molte patologie. Nella maggior parte dei casi, infatti, il destino delle cucciolate indesiderate è la soppressione o l’abbandono.

 

L’abbandono degli animali domestici e le sue conseguenze

Il fenomeno dell’abbandono, nonostante le numerose campagne di informazione che ogni anno compaiono nei media, è un fenomeno che non accenna a regredire: l’animale viene ancora considerato da molti come un giocattolo di cui disfarsi quando ci ha stancato o comincia a creare dei problemi. Si stima che in Italia ogni anno vengano abbandonati 150 mila cani e 450 mila gatti, molti dei quali nati da animali di proprietà che non sono stati sterilizzati.

Ricordiamo che con l’introduzione della nuova Legge 189/2004 sui maltrattamenti, abbandonare un animale domestico è un reato punibile con l’arresto fino a un anno o un’ammenda da 1.000 a 10.000 Euro, e che ognuno ha il dovere di denunciare alle Forze dell’Ordine chi abbandona un animale.

L’abbandono è causa di moltissimi problemi: gli animali abituati a vivere con l’uomo non sono in grado di procurarsi il cibo da soli e spesso muoiono di fame e di sete. Alcuni di essi, abbandonati perché vecchi o malati, hanno ancora meno probabilità di sopravvivere. Si stima infatti che l’80% dei cani muoiano entro 20 giorni dall’abbandono. Anche gli animali abbandonati in zone boschive o in campagna entrano in competizione con la fauna selvatica e possono essere aggrediti o morire di fame.

Per una parte di essi il destino può essere ancora più tragico: spesso vengono raccolti da individui senza scrupoli e destinati ai combattimenti clandestini, alla macellazione oppure inviati ai laboratori di vivisezione, principalmente in Svizzera ed in Germania.

Un altro grave problema è la diffusione di malattie infettive tra i randagi e per il contagio di cani e gatti abbandonati da parte della fauna selvatica, con il rischio di epidemie per l’uomo e gli animali domestici.

Gli animali vaganti, infine, possono causare incidenti automobilistici, che si stimano intorno ai 250 ogni anno.

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Quanti nuovi animali nascono in libertà?

Facciamo l’esempio di una cagna, nell’ipotesi di una sola cucciolata di 6 cuccioli in un anno. Supponendo che la metà dei cuccioli siano femmine, e che anch’esse partoriscano 3 maschi e 3 femmine all’anno, si può calcolare facilmente che nel giro di 10 anni la cifra totale degli animali generati diventa di quasi cinquecento cani.

Per i gatti la situazione è ancora peggiore, se si considera che le femmine vanno in calore 2 volte all’anno e possono partorire fino a 5-6 gattini per cucciolata, moltiplicando in pochi anni di centinaia e centinaia di volte il numero iniziale di animali.

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Ma non si possono affidare gli animali abbandonati a un rifugio?

Gli animali abbandonati possono essere accolti nei canili e nei gattili, tuttavia il numero e la capienza di queste strutture, il più delle volte gestite da volontari e senza contributi economici dallo stato e dagli enti locali, è estremamente limitata. Le condizioni igieniche di alcune strutture possono essere estremamente precarie e questo, insieme al sovraffollamento delle gabbie, favorisce la diffusione di malattie infettive e parassitarie. La reclusione aggrava inoltre lo stress psicologico degli animali, già provati duramente dall’abbandono.

Bisogna ricordare inoltre che gestire un rifugio per animali è molto gravoso e solo grazie all’impegno e alla generosità dei volontari si riesce a fornire assistenza e cure agli animali abbandonati. Nonostante la Legge 281/91 affidi la gestione di canili e gattili ai Comuni, spesso questi ultimi preferiscono stipulare convenzioni con privati, che in alcuni casi sono più interessati al profitto che al benessere degli animali.

In alcuni canili, inoltre, il maltrattamento e l’incuria sono all’ordine del giorno: si legge spesso di canili lager dove gli animali vengono uccisi a bastonate, sterilizzati senza anestesia, privati delle corde vocali per non sentire i latrati, oppure spariscono nel nulla, destinati a combattimenti clandestini o laboratori di vivisezione.

Non bisogna che canili e gattili siano considerati la destinazione definitiva per animali abbandonati, ma solo luoghi di accoglienza temporanea per far fronte a situazioni di emergenza: il problema va risolto alla radice con interventi sistematici di riduzione della popolazione di randagi. Ricordiamo infine che la legge 281/91 proibisce tassativamente la loro soppressione.

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Ma la sterilizzazione è contro natura!

Non esiste niente di naturale nel modo in cui sono stati selezionati dall'uomo, nel corso dei secoli, gli animali cosiddetti "da compagnia", e tantomeno nel modo in cui vengono nutriti e fatti vivere nei nostri appartamenti e nei nostro giardini. Animali come questi non possono essere reintrodotti in natura, perché non sarebbero in grado di sopravvivere. Per questo motivo non ha alcun senso sottoporli alla sofferenza di un istinto che non possono soddisfare, oppure peggio ancora fargli mettere al mondo altri animali che rischiano l'abbandono, solo per non offendere la nostra sensibilità nei confronti di una presunta "naturale" integrità. Chiunque ha tenuto prigioniero un animale non sterilizzato sa quanto soffra durante il calore, contorcendosi e mugolando, diventando aggressivo, per l'impossibilità di accoppiarsi.

Alla luce di tutto questo, la sterilizzazione dei propri animali rappresenta l’unica scelta responsabile per la prevenzione dell’abbandono e dei problemi che causa.

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La sterilizzazione come prevenzione sanitaria

La sterilizzazione ha effetti benefici sulla salute dei nostri animali, sia maschi che femmine, in quanto previene diverse patologie tumorali (tumore mammario, alle ovaie e all’utero nelle femmine, tumore ai testicoli e alla prostata nei maschi).

Durante il calore, si sviluppano grandi quantità di ormoni nell’organismo di cagne e gatte; il continuo alternarsi di ormoni con azione opposta (estrogeni e progesterone) provoca spesso patologie oncologiche ma anche patologie comuni come le endometriti e la gravidanza isterica, che a sua volta può provocare il tumore. Nei maschi gli ormoni possono provocare prostatiti e ipertrofia prostatica, causando nel cane adulto dolore e difficoltà a urinare.

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Effetti psicologici della sterilizzazione

Con la sterilizzazione, gli animali maschi tendono a perdere l’aggressività verso estranei e altri animali, legata alla protezione del proprio ambiente, e i comportamenti come la marcatura del territorio con l’urina.

Nelle cagne si elimina il rischio di deviazioni dell’istinto materno, come le false gravidanze che oltre a portare alterazioni organiche come le mastiti, possono sfociare in comportamenti aggressivi dovuti all’istinto di difesa della prole, anche se inesistente. Sia nei maschi che nelle femmine si attenuano l’eccessiva esuberanza e i comportamenti ossessivi nei confronti di oggetti o membri della famiglia.

Occorre però ricordare che non sempre l’aggressività è legata alla presenza di ormoni e quindi la sterilizzazione non garantisce un carattere migliore in tutti gli animali.

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I tipi di sterilizzazione maschile e femminile

Gli interventi per sterilizzare un animale sono diversi e sarà il veterinario a scegliere quello più adeguato a seconda della situazione.

Femmina

Ovariectomia: l’asportazione delle ovaie elimina il calore e, se effettuata entro il primo anno di età, sembra essere l’unico mezzo efficace nella prevenzione dei tumori mammari e dell’utero.

Ovarioisterectomia: l’asportazione completa sia delle ovaie che dell’utero si esegue se l’animale è già in età più avanzata o in presenza di problemi uterini. Ha gli stessi effetti dell’Ovariectomia.

Legatura delle tube: è un intervento che si limita a evitare il concepimento ma non elimina il calore e le manifestazioni amorose. Per questo motivo non protegge la femmina da infezioni malattie sessualmente trasmissibili e non evita i comportamenti legati all’estro, inoltre non ha effetto di prevenzione sulle patologie dell’apparato riproduttivo e sui tumori mammari. Nella gatta la sola legatura delle tube può portare a continui calori, nella cagna a gravidanze immaginarie, perciò si tratta di un intervento generalmente sconsigliabile.

Maschio

Orchiectomia o Castrazione: l’asportazione dei testicoli elimina l’istinto sessuale e impedisce la fecondazione. Inoltre rende il carattere meno aggressivo riducendo così le fughe e i combattimenti con altri animali, che possono portare a ferite, infezioni o trasmissione di malattie. Ha importanti effetti preventivi nei confronti dei tumori dell’apparato riproduttivo.

Vasectomia: la resezione del dotto spermatico evitano la fecondazione della femmina, ma lasciano inalterati il quadro ormonale e l’istinto riproduttivo del maschio, esponendolo ai rischi connessi (fughe, combattimenti e malattie sessualmente trasmissibili). Inoltre l’intervento non ha alcun effetto preventivo sulle patologie tumorali. Può essere scelto solo nei casi in cui la castrazione è sconsigliata.

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Le resistenze psicologiche contro la sterilizzazione

Anche se è dimostrato che cani e gatti sterilizzati godono di ottima salute psico-fisica, molte persone hanno ancora delle resistenze nei confronti di questo intervento, che secondo loro snatura l’animale e lo priva dell’esperienza del sesso e della riproduzione. Sarebbe però un errore “umanizzare” i comportamenti degli animali. L’impulso sessuale, che per l’uomo è un insieme complesso di fisicità ed emotività che coinvolge anche il senso di identità personale, per l’animale è un semplice istinto, al quale deve obbedire costretto da forze più grandi di lui e per il quale è spinto talvolta a mettere a repentaglio la propria vita. La vera sofferenza e frustrazione è quella provata da un animale non sterilizzato, che continua a provare l’istinto alla riproduzione, ma viene tenuto prigioniero. Una volta privato di quell’istinto, l’animale non ne ha coscienza e quindi non soffre: le femmine non vanno più in calore e i maschi non ne sono più attratti, evitando frustrazioni e fughe.

Inoltre bisogna considerare che anche in natura, specie nei canidi selvatici (lupi, ecc), non tutti i membri del branco hanno il diritto di riprodursi, ma solo gli elementi dominanti del gruppo.

Nel corso dei millenni l’uomo è intervenuto massicciamente nella selezione e nella modificazione degli animali domestici, specie nei cani, attraverso incroci e selezioni destinate a sviluppare alcune caratteristiche a discapito di altre, a volte con effetti negativi sui loro istinti primitivi. La sterilizzazione dunque è solo uno degli innumerevoli interventi con i quali gli esseri umani hanno modificato a proprio piacimento la natura che li circonda.

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Ci sono rischi nell’intervento?

La sterilizzazione viene eseguita in anestesia totale, si tratta dunque di un intervento non doloroso, ormai sicuro e certamente meno pericoloso di una gravidanza o di un parto. La convalescenza nella femmina dura un paio di giorni, mentre il maschio tornerà normale una volta terminato l’effetto dell’anestesia.

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Gli animali sterilizzati ingrassano?

Sicuramente l’equilibrio ormonale viene modificato dall’intervento di sterilizzazione. Tuttavia il metabolismo si assesta rapidamente ad un nuovo equilibrio, perciò è facile tenere sotto controllo il peso del nostro animale grazie a un’alimentazione bilanciata. Spesso nei cani e nei gatti che vivono in casa l’aumento di peso è dovuto alla noia che li porta a mangiare troppo spesso, e alla mancanza di movimento. Per evitarlo, basta dar loro da mangiare a orari fissi e nelle quantità corrette, e dar loro la possibilità di giocare e muoversi.

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Ci sono alternative alla sterilizzazione?

L’unica alternativa alla sterilizzazione chirurgica è quella farmacologica, tuttavia la pillola può avere effetti negativi sulla salute, predisponendo a infezioni e perfino a tumori. Se non viene somministrata nei tempi giusti può non evitare la gravidanza e provocare malformazioni nei cuccioli. Questa soluzione andrebbe riservata solo a particolari casi in cui non si possa intervenire con la sterilizzazione.

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A quale età conviene sterilizzare un animale?


Nelle femmine di cane e di gatto è consigliabile aspettare dopo i 6 mesi di età. L’intervento di sterilizzazione è tanto più protettivo nei confronti dei tumori dell’apparato riproduttivo, tanto più viene effettuato in età precoce, meglio se prima del primo calore.

Per il gatto maschio è meglio operare intorno ai 6-8 mesi, prima che cominci a “marcare il territorio” con l’urina; se convive con femmine fertili è meglio anticipare l’intervento, consultando preventivamente un veterinario.

Per il cane maschio è meglio aspettare l’anno di vita, ma anche in questo caso meglio consultare un veterinario che deciderà in base all’animale

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Non è necessario far partorire alla femmina una prima cucciolata?

 

La credenza popolare secondo la quale sarebbe necessario far fare una prima cucciolata alla femmina prima di sterilizzarla è completamente falsa e inventata, non ha alcuna base scientifica e qualsiasi veterinario potrà smentirla. Al contrario, nelle femmine la probabilità di insorgenza di tumori mammari si riduce tanto più quanto più la sterilizzazione viene effettuata in giovane età: se si agisce prima del primo calore si riduce quasi a zero.

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Quali sono i costi della sterilizzazione?


Molte persone sono preoccupate dai costi della sterilizzazione, ma che si tratta di una spesa una-tantum e certamente molto inferiore ai costi per il mantenimento e la cura di una cucciolata fino allo svezzamento (sempre ammesso che si riesca a trovare un nuovo padrone per i cuccioli).

I costi variano molto da un veterinario all’altro e da una città all’altra, ma indicativamente per la sterilizzazione con ovariectomia di una gatta femmina si possono pagare intorno ai 120-150 euro, per la castrazione di un gatto maschio intorno ai 100 euro.

Per i cani il costo può variare anche in base alla taglia e al tipo di intervento, tipicamente dai 180-200 euro in su per un’ovariectomia e tra 200 e 250 euro per un cane.

Alcune associazioni protezionistiche possono eventualmente venire in aiuto delle famiglie in gravi difficoltà finanziarie, sostenendo parzialmente i costi della sterilizzazione.

Ricordiamo che buona parte degli animali ospitati nei rifugi sono già sterilizzati, pertanto chi volesse adottarli non deve preoccuparsi di sostenere questo costo.

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La legge 281/91: sterilizzazione gratuita per le colonie feline

Si definisce colonia felina gruppo di due o più gatti che coabitano nel medesimo territorio (ad esempio nei cortili condominiali, nei giardini di scuole e ospedali, nei parchi urbani o nelle cascine). La legge 281/91 tutela le colonie vietando i maltrattamenti nei loro confronti e lo spostamento degli animali in altro luogo. La stessa legge obbliga i servizi veterinari delle ASL di competenza a sterilizzare gratuitamente i gatti appartenenti alle colonie feline.

Le colonie feline possono essere gestite da volontari (anche persone singole), che possono registrarle presso il proprio comune e il servizio veterinario della propria ASL di appartenenza e avere diritto così alla sterilizzazione gratuita. Il numero di animali al di sopra dei quali viene considerata una colonia dipende dai regolamenti comunali. Informarsi presso il proprio comune e la propria ASL per le modalità di registrazione e sterilizzazione.

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