Il virus del Nilo occidentale

Il virus del Nilo occidentale ha fatto recentemente la sua comparsa anche in Italia, con alcuni casi di infezione in uccelli selvatici soprattutto nelle zone dell’Emilia Romagna e del Veneto, in particolare nelle province di Venezia e Rovigo nella zona del Delta del Po.

La febbre del Nilo occidentale è un flaviviridae del genere Flavivirus, una malattia virale acuta trasmessa dalle zanzare che colpisce principalmente gli uccelli e i cavalli, ma anche alcuni altri mammiferi (come ad esempio i bovini, gli ovini, i cani e i gatti) e l’uomo, causando in casi estremi encefaliti e decessi.

Contagio e incubazione

Il principale veicolo del virus sono gli uccelli selvatici; il virus si trasmette quando una zanzara punge un volatile infetto: il virus entra nel circolo sanguigno della zanzara e vi rimane alcuni giorni, prima di installarsi nelle sue ghiandole salivari. Se la zanzara infetta punge un altro animale o un uomo, gli trasmette il virus e la persona o l’animale colpito possono sviluppare la malattia. Normalmente essi non sono in grado di diffondere a loro volta il virus perché la sua concentrazione nel loro sangue è insufficiente. Nell'uomo, tuttavia, il virus può essere trasmesso da trasfusioni di sangue (per questo bisogna controllare attentamente le donazioni di sangue), trapianti di organi o per via placentare. Il periodo di incubazione varia da 2 a 14 giorni dall’infezione.

Sintomi nell’uomo

I sintomi dell'infezione da virus del Nilo occidentale sono:
- febbre moderata che inizia 3-6 giorni dopo l’infezione e dura 3-6 giorni
- malessere generalizzato, mal di testa, nausea, anoressia, dolore oculare, mal di schiena o ai muscoli, tosse, eruzioni cutanee, diarrea, infiammazione alle ghiandole linfatiche e difficoltà a respirare.

Generalmente il malato si rimette spontaneamente in 3-5 giorni, ma la malattia può essere anche mortale in individui anziani e immunodepressi, nei quali possono verificarsi gravi complicazioni neurologiche quali meningite o encefalite.

Sintomi negli animali

Cavalli
Apatia, debolezza, mancanza di coordinazione dei movimenti, episodi di paralisi, tremiti. Nei box i cavalli faticano a stare in piedi e tendono ad appoggiarsi. In caso di forte encefalite, spingono la testa contro le pareti. La febbre non appare spesso e l'infezione può anche decorrere senza sintomi visibili della malattia.
Uccelli
Spesso presentano lievi sintomi o nessun sintomo visibile. Se gli uccelli sono colpiti da un'encefalite mostrano segni di stordimento, mancanza di coordinazione dei movimenti, paralisi, dolori muscolari e febbre. Casi di morte sono stati osservati raramente.
Altri mammiferi
Nella maggior parte delle specie nessun segno visibile della malattia.

 

Terapie

Contro il virus non esistono ancora trattamenti specifici né vaccini, né per l’uomo né per gli animali. È possibile solamente attenuare i sintomi della malattia.

Prevenzione per noi e i nostri animali

Ridurre i luoghi di riproduzione delle zanzare, cioè evitare ristagni di acqua e pulire regolarmente le pozze o le piscine. Applicare repellenti contro le zanzare sulla nostra pelle e sul pelo dei nostri animali. Evitare di rimanere all’aperto, far uscire o pascolare gli animali al crepuscolo, all'alba e al tramonto, quando la concentrazione di zanzare è maggiore. Nelle regioni in cui sono presenti molte zanzare indossare indumenti a maniche lunghe, pantaloni lunghi e cappello.

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