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Green Hill: condannati i responsabili dell'allevamento di beagle

Storica sentenza del tribunale di Brescia, che ha condannato in primo grado tre dei quattro imputati dell'allevamento "Green Hill" di cani Beagle destinati ai laboratori di vivisezione, per il reato di maltrattamento e uccisione di animali, ai sensi degli articoli 544bis e 544ter del Codice penale.
L'allevamento fu chiuso nell'estate del 2012 a seguito di un'investigazione che ne aveva messo in luce le irregolarità di gestione e i maltrattamenti inflitti ai cani, e di un forte movimento di protesta da parte degli animalisti. La sentenza condanna a un anno e sei mesi Ghislane Rondot, co-gestore di Green Hill 2001 della Marshall Bioresources e della Marshall Farms Group e Renzo Graziosi, veterinario. Il direttore Roberto Bravi è invece stato condannato ad un anno più il risarcimento delle spese, mentre il quarto imputato Bernard Gotti, co-gestore dell'allevamento, è stato assolto.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 60 giorni.

Le pene inflitte sono state inferiori rispetto alle richieste del Pubblico Ministero, Ambrogio Cassiani, ma rappresentano comunque una grande vittoria per tutti coloro che hanno lottato per la chiusura dell'allevamento-lager.

Leggi la notizia nel sito della LAV

Asegni di ricerca I-Care per alternative alla sperimentazione animale

I-Care Italia, Centro Internazionale per le Alternative nella Ricerca e nella Didattica, bandisce 4 assegni di ricerca per chi vorrà dedicarsi alla riconversione dalla sperimentazione animale verso le metodologie specie-specifiche per l'essere umano. Scadenza per la presentazione delle domande: 30 marzo 2015

La data di inizio del progetto non deve essere precedente al 1 giugno 2015, mentre la data di fine del progetto non può essere successiva al 31 maggio 2016.

Il bando integrale

In vigore dal 9 gennaio il divieto di cani alla catena in Veneto

Dal 9 gennaio 2015 entra in vigore la Legge Regionale n. 17 del 19 giugno 2014 che vieta al proprietario o al detentore anche temporaneo di animali di affezione l'utilizzo della catena o di qualunque altro strumento di contenzione similare, salvo che per ragioni sanitarie o per misure urgenti e solamente temporanee di sicurezza, documentabili e certificate dal veterinario curante.

I cani quindi non potranno più essere tenuti alla catena, ma dovranno essere ricoverati in appositi recinti: per questo la legge approvata in giugno dava ai proprietari sei mesi di tempo per adeguarsi mediante la costruzione di recinti. Tuttavia, secondo Adriano De Stefano dell'Enpa di Treviso, sono pochissimi i proprietari di cani al corrente della normativa, che avrebbe dovuto essere comunicati ai cittadini da parte dei Comuni.

L'articolo della Tribuna di Treviso

Fermata la depenalizzazione del maltrattamento di animali

Il ministro Orlando ha accolto le richieste delle associazioni animaliste di tutta Italia di escludere il reato di maltrattamento sugli animali dal novero dei reati depenalizzati. Leggi tutto su http://www.ilsecoloxix.it

Petizione contro le sevizie ai conigli per la produzione di lana d'angora

Segnaliamo questo video e relativa petizione sulla produzione di lana d'angora dai conigli:
http://peta2.me/2qdic

Attenzione, le immagini sono molto cruente.

La petizione chiede a una serie di multinazioni dell'abbigliamento di smettere di usare lana d'angora. Per firmare, va compilato il riquadro
azzurro in fondo a destra semplicemente con nome, cognome, email e data di nascita (mese, giorno, anno).

Ricordiamo anche per ogni tipo di lana gli animali sono maltrattati e infine uccisi: non esiste alcuna lana che non comporti sofferenza prima
e morte dopo, quindi la lana non è un materiale cruelty-free.

Maggiori info sui materiali cruelty-free nell'abbigliamento nell'opuscolo:
http://www.agireoraedizioni.org/opuscoli-volantini/vegan/opuscolo-vestire-vegan/

Rospi a rischio sui Colli Euganei

Secondo la sezione veneta del Gruppo di Intervento Giuridico, il Rospo comune dei Colli Euganei (PD) (Bufo bufo) si troverebbero in forte rischio di scomparire: dai sopralluoghi dei volontari è emerso che le popolazioni di rospo sarebbero in fin di vita o addirittura già localmente estinte.

L'associazione denuncia gli scarsi sforzi dell'Ente Parco e della Regione Veneto, nonché il disinteresse di sindaci e assessori dei Comuni euganei, nella salvaguardia del Rospo comune, che a causa del degrado ambientale del suo habitat nella zona dei Colli Euganei è ora a serio rischio sopravvivenza.

Leggi l'articolo del Gruppo di Intervento Giuridico

Petizione per i cani toscani

In Toscana decine di migliaia di cani rischiano di essere detenuti a vita in soli 2 metri quadri. La Giunta Regionale sta infatti rivedendo per legge regionale 59/2009, ottenuta con un lungo lavoro della LAV con la Presidenza della Regione, e che prevede uno spazio minimo di 8 metri quadri per la detenzione dei cani.
Firma la petizione per chiedere alla Regione Toscana di non rivedere in negativo queste misure.

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