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Sequestro definitivo per i cani di Green Hill, ma non per l'allevamento

Ieri 3 agosto il Tribunale del riesame di Brescia ha dissequestrato l'allevamento "Green Hill" di cani beagle per la sperimentazione, ma ha confermato il sequestro dei cani (circa 800 tra cuccioli e fattrici), che sono stati già parzialmente affidati a numerose famiglie, tramite le associazioni LAV e Legambiente. Ora gli affidi potranno diventare adozioni definitive, mentre i cani rimanenti verranno dati in adozione nei prossimi giorni.

Ancora incerto il destino della struttura: tra qualche giorno il Senato discuterà la legge che dovrebbe vietare sul suolo italiano l'allevamento di cani, gatti e primati da destinare alla sperimentazione: se verrà approvata, l'allevamento non potrà essere riaperto, ma potrebbe essere convertito in allevamento zootecnico.
Non possiamo che essere contenti per i cani di Green Hill, ma neppure possiamo fare a meno di ricordare quanti altri allevamenti di animali destinati alla vivisezione esistono ancora in Italia e nel mondo, non soltanto cani ma anche molti altri animali, anche transgenici, come i maialini del centro Avantea di Cremona che verranno destinati agli xenotrapianti.

La possibile conversione di un allevamento in un centro zootecnico, infine, non può certo rallegrarci: anche gli animali d'allevamento sono destinati ad una vita di terribili sofferenze che si conclude con una morte atroce. Soltanto quando gli esseri umani smetteranno di uccidere e sfruttare animali per il proprio interesse, la battaglia per i diritti animali potrà dirsi vinta.

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